Smarrimento

martedì, 8 aprile 2014

Questo pomeriggio sono uscito di casa con la testa tra le nuvole. Sono salito in macchina, ho guidato fino al market più vicino per comprare una bibita gassata e poi mi sono diretto verso Cagliari senza mai guardarmi indietro. Ho parcheggiato al solito posto e ho cominciato a camminare mescolandomi tra la folla. Solo quando ho infilato le mani nelle tasche della giacca mi sono accorto di non avere con me il telefono. Il che significa niente telefonate, niente email, niente Facebook, niente musica, niente foto di donne nude, niente di niente. Troppo tardi per tornare indietro. Mi sono sentito smarrito, come se avessi lasciato a casa l’anima. Dopo un istante di panico e un profondo respiro tuttavia sono riuscito a comprendere il motivo di quella sensazione così intensa e sgradevole: avevo davvero scordato l’anima, oltre al telefono. Ho dovuto uccidere un innocente e rubare la sua, per non rischiare di trasformarmi in un demone. Ora che sono rientrato a casa mi ritrovo con due anime che lottano tra loro per il possesso del corpo. Tenetelo presente se nei prossimi giorni dovessi comportarmi più stranamente del solito.

Dieci cose di cui diffido

martedì, 1 aprile 2014

Diffido di chiunque sostenga di sapere cos’è meglio per me. Diffido di chiunque senta la necessità di esprimere un’opinione su qualsiasi argomento. Diffido delle persone che amano molto gli animali. Diffido degli animali. Diffido di chiunque mi chieda di stare fermo perché quando parlo mi muovo troppo. Diffido di chiunque interferisca o faccia osservazioni sulla mia guida mentre sto guidando. Diffido di chi sostiene che i suoi gruppi preferiti sono i Queen e i Nirvana. Diffido di chi non ama Dal tramonto all’alba. Diffido di chi vorrebbe vivere in Irlanda. Diffido di chiunque sostenga di provare qualcosa per me.

Maniac

martedì, 25 marzo 2014

Non vorrei sembrare una specie di maniaco serial killer, di quelli con turbe profonde legate all’infanzia e all’incapacità di provare sentimenti sani verso l’altro sesso, le cui ossessioni nel tempo prendono il sopravvento fino ad annientare qualsiasi parvenza di umanità, ma credo di aver preso una sbandata per un manichino piegato a novanta che ammicca dalla vetrina di un negozio della mia città. Ho provato più volte a fotografarlo senza sembrare una persona inquietante e deviata, ma finora non ci sono riuscito. Dite che dovrei continuare a provarci o è meglio concentrarsi su qualcosa di meno perverso? Che poi da tutto questo non ci ricavo nemmeno la sceneggiatura per un buon film dell’orrore, perché qualcuno prima di me ci ha già pensato. Due volte.

La farfalla

lunedì, 10 febbraio 2014

La baciai nel momento dell’addio e le dissi:
«Tutte le cose belle devono morire».
Mi chinai e misi una rosa tra i suoi denti.

- Nick Cave, Where The Wild Roses Grow.

Era la farfalla più bella che avessi mai visto. Non sono un grande intenditore di farfalle e anzi qualcuno potrebbe persino affermare che io di farfalle non ne capisca un cazzo, ma ciò non toglie che fosse bellissima. Volava dinanzi a me con le sue grandi ali e con quel fare seducente che mi fece subito innamorare. Chiamai a raccolta i miei genitori e i miei vicini di casa che chiacchieravano tra loro non lontano da dove si era posata. Tutti rimasero incantati dalla sua bellezza e dall’eleganza dei suoi colori.

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Doccia di fine anno

martedì, 31 dicembre 2013

Sarà che l’ultimo dell’anno desideri lavar via l’amarezza dei trecentosessantacinque giorni appena trascorsi, sarà che l’irrefrenabile bisogno di rinnovamento ti possiede come un demone primitivo e malvagio, ma questo pomeriggio ho deciso di farmi la doccia. Così vado in bagno, appoggio le mie cose sul poggiacose ed entro nella cabina della doccia canticchiando questa canzone.

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